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Percorso delle Sette Pietre (Castelmezzano – Potenza)

Quando si dice che l’Italia è un Paese di antiche tradizioni ormai quasi tutte dimenticate, si dice la verità: ma per fortuna ci sono luoghi che invece lottano affinché le memorie del passato, che sono terreno fertile per il futuro, non vengano dimenticate. Io ne sono testimone, per essermi imbattuto, in modo casuale e fortunato, nel Percorso delle Sette Pietre.

La Basilicata è una regione affascinante, forse quella dove si può ritrovare con più forza il retaggio contadino che caratterizza tutta la penisola italiana. Le Dolomiti Lucane, alture rocciose che nulla hanno da invidiare alle maestose Alpi, celano tra le loro balze l’eco dei racconti della tradizione e delle leggende che ci si raccontavano attorno ad un fuoco quando ancora non esisteva la televisione.

Quando mi hanno suggerito di prendere il Percorso delle Sette Pietre credevo si trattasse del solito percorso naturalistico che mi avrebbe portato ad ammirare il paesaggio dell’Alto Basento. Mi hanno detto che, se fossi stato particolarmente fortunato, avrei avuto modi di avvistare la rara cicogna nera. Non ero quindi davvero preparato a quello a cui stavo andando incontro.

 

Percorso delle Sette Pietre (Castelmezzano - Potenza)

Percorso delle Sette Pietre (Castelmezzano – Potenza)

 

L’itinerario paesaggistico

Sono partito da Pietrapertosa, che si trova ad un’altezza di oltre 900 metri, per scendere fino a Castelmezzano che invece si trova a 770 metri. Mi sono ben attrezzato, ma tutti mi avevano assicurato che la passeggiata sarebbe stata agevole, senza particolari punti di difficoltà, adatta anche a tutta la famiglia.

Poi ho visto i paesani ridacchiare, ma non capivo il perché.
 

Percorso delle Sette Pietre (Castelmezzano – Potenza): Il percorso visionario

Ad un certo punto del mio percorso mi sono trovato davanti un enorme dolmen di pietra, e mi sono visto catapultato in un passato remoto, difficile da collocare temporalmente. Smarrito, ho iniziato a sentire suoni e voci, e qualcuno ha cominciato a narrare una storia antica, che raccontava di creature della tradizione popolare, le masciare.

Le masciare erano streghe che, nella notte di plenilunio, prendevano un unguento magico dalla cavità delle piante di ulivo e ci si cospargevano. Davano poi vita ad un sabba infernale, e salivano a cavallo di un cane bianco, per poi volare via verso il cielo. Quelle creature ora rivivevano tutte intorno a me, nella natura selvaggia che le aveva generate.

Superato l’inizale sgomento ho proseguito la mia camminata, ora guardandomi intorno con curiosità. Di lì a poco, infatti, un secondo monolite roccioso mi aspettava. Anch’esso, al mio arrivo, ha cominciato a parlare. A quel punto volevo sapere come finiva la storia antica che mi stavano raccontando.

Da quel momento in poi il mio trekking ha unito l’osservazione della natura, così come appariva ai miei occhi, alla visione leggendaria di un altro tempo ma dello stesso luogo. Improvvisamente i boschi che si stendono intorno al torrente Ceperrino si erano animati di una vita nascosta, che apparteneva si al passato, ma faceva ancora parte dell’anima di quei luoghi.

Solo in prossimità di Castelmezzano ho incontrato il settimo e ultimo dolmen, dove la storia delle masciare si è conclusa e con essa ma mia camminata. I miei occhi, le mie orecchie, il mio cuore erano pieni di stupore: non avevo soltanto avuto la fortuna di ammirare un angolo d’italia dalla bellezza selvaggia e incontaminata, ma avevo riscoperto le radici profonde di un grande popolo.
 

La passeggiata letteraria

Al mio rientro a Pietrapertosa (giacché il Percorso delle Sette Pietre può essere affrontato in ambo le direzioni) mi hanno spiegato l’arcano, la magia a cui avevo assistito. Le “sette pietre” sono frutto di un progetto della Comunità Montana, che ha voluto recuperare le antiche leggende del territorio.

Nello specifico, si sono prese in prestito le parole di un testo dello scrittore Mimmo Sammartino che si intitola “Vito ballava con le streghe”. Questo è il racconto che ognuna delle sette installazioni racconta: dei sensori avvisano dell’arrivo del viandante, e così parte la registrazione sonora.

L’aver scoperto che dietro la magia c’era la tecnologia non ha diminuito nemmeno un po’ il mio stupore. Il percorso delle Sette Pietre un tempo era un tratturo contadino che attraversava un ponte romano (esistente ancora oggi) e battuto con frequenza dai lavoratori delle campagne dell’Alto Basento. Oggi rischiava di essere dimenticato.

Grazie invece alle storie tramandate di padre in figlio è tornato a vivere come percorso letterario e sensoriale che oggi i visitatori possono attraversare per riscoprire quelle radiazioni che non andrebbero mai dimenticate, poiché in esse c’è una saggezza antica che serve anche a noi contemporanei.
 

 
Photo credit: Percorso delle Sette Pietre (Castelmezzano – Potenza) => VoloDellAngelo.com

 
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